Se stai creando su OnlyFans mentre provi a tenere insieme ispirazione, routine e bollette, la parte “dichiarazione dei guadagni” può sembrare un macigno più mentale che pratico. E lo capisco: quando la testa è già piena (idee, musica, riprese, chat, editing), aggiungere numeri e scadenze sembra togliere ossigeno alla creatività.
Sono MaTitie, editor di Top10Fans, e qui ti accompagno con un approccio calmo e realistico: non “terrorismo fiscale”, non giudizi, non promesse magiche. Solo un metodo ordinato per capire cosa raccogliere, come stimare se ti mancano dati, e come presentarti preparata a chi ti segue sulla parte contabile (tipicamente un/una commercialista). L’obiettivo è uno: farti sentire più stabile, perché la stabilità—per chi crea—è carburante emotivo.
Nota importante: quello che segue è informativo e pratico, non sostituisce una consulenza professionale. Le regole cambiano in base alla tua situazione.
1) Prima di tutto: togliamo la “colpa” dal tavolo
OnlyFans, per molti creator, è lavoro: richiede tempo, cura, confini, pianificazione. Le notizie di questi giorni lo mostrano in modo molto umano: si parla di entrate importanti, sì, ma anche di costi personali, limiti da mettere, cambi di vita, scelte familiari e identitarie. Il punto utile, per noi, non è il gossip: è ricordare che i guadagni online sono reali e vanno gestiti come tali, proprio per proteggerti (anche emotivamente).
Se oggi ti senti a tratti insicura—capita spesso a chi vive di performance e creatività—un sistema semplice di gestione ti toglie rumore mentale: “So dove sono i miei numeri. So cosa dire. So cosa mi manca.”
2) Che cosa stai davvero “dichiarando”?
Quando si parla di “dichiarare i guadagni OnlyFans”, nella pratica stai descrivendo:
- Entrate lorde generate da abbonamenti, messaggi a pagamento, tips, bundle, ecc.
- Trattenute della piattaforma e commissioni.
- Costi di incasso (es. commissioni bancarie) e, in certi casi, costi di lavoro legati alla produzione.
- Il netto che arriva sul tuo conto, tramite payout.
La confusione più comune è questa: “Devo guardare quello che ho guadagnato in piattaforma o quello che mi è arrivato in banca?”
Per non sbagliare approccio, ti conviene raccogliere entrambi i livelli:
- il dato piattaforma (quanto hai generato),
- il dato payout (quanto hai incassato),
così chi ti segue può ricostruire correttamente.
3) La tua situazione reale: pagamenti irregolari, risorse limitate, creatività da proteggere
Se fai musica e backstage esclusivi, spesso lavori “a ondate”: periodi di grande spinta (uscita di un brano, live, prove intense) e periodi più fragili. Questo si riflette anche sugli incassi: un mese va bene, quello dopo crolla.
Qui serve una cosa sola: un sistema che non ti punisca quando sei scarica. Quindi niente fogli complicati. Meglio un rituale leggero, ripetibile.
Un rituale semplice (30 minuti a settimana)
- Apri una cartella “OnlyFans – 2026”.
- Salva ogni settimana:
- screenshot/CSV dei payout (se disponibili),
- estratto conto con accrediti,
- eventuali ricevute di spese davvero legate al lavoro (solo se tracciabili).
Se salti una settimana, non è fallimento: riprendi. L’errore non è “saltare”, è “sparire”.
4) I 7 dati che ti servono (davvero) per essere tranquilla
Ti elenco solo ciò che, nella pratica, fa la differenza quando devi ricostruire l’anno:
- Date dei payout (quando escono da piattaforma)
- Importo dei payout (quanto arriva o quanto è stato disposto)
- Valuta (se non è EUR, va annotata)
- Commissioni/trattenute (se il report le mostra)
- Rimborsi/chargeback (quando un incasso si annulla)
- Estratto conto con le entrate effettive
- Registro spese di lavoro (essenziale, non infinito)
Se ti manca qualcosa, non fermarti: “completo” è meglio, ma “ricostruibile” è già molto.
5) Se hai cancellato l’account o non riesci a recuperare i report
Questa è la parte che manda in ansia molte creator: “E se non ho più accesso? E se mi mancano le prove?”
In vari articoli internazionali circola un concetto pragmatico: l’obbligo di dichiarare non sparisce solo perché l’account non è più disponibile o perché non hai un documento perfetto. In pratica, ciò che resta sempre è la traccia economica più stabile: il tuo conto.
Cosa puoi fare, senza panico
- Recupera gli accrediti collegati ai payout (anche solo come descrizione/causale).
- Crea una tabella “Ricostruzione” con:
- data accredito,
- importo,
- nota “OnlyFans payout”,
- eventuale conversione se era altra valuta.
- Se sai che ci sono stati rimborsi, annotali appena li individui (o segnala “possibili rimborsi” a chi ti segue).
Questo approccio non è “improvvisare”: è documentare quello che è documentabile. E, soprattutto, è meglio di restare immobile per paura.
6) Come gestire valuta estera e conversioni (senza diventare matta)
Se parte degli incassi è in valuta diversa dall’euro, la domanda diventa: “Che cambio uso?”
Qui l’obiettivo non è fare trading: è essere coerente e tracciabile. Due strategie semplici:
- Strategia A (consigliata se hai pochi movimenti): usa il cambio applicato dalla banca sul singolo accredito (lo vedi spesso nell’operazione).
- Strategia B (se hai tanti movimenti): usa un criterio costante (es. tasso medio o tasso del giorno) e applicalo sempre uguale, salvando la fonte del cambio o almeno la logica.
Scegline una e applicala con coerenza: la coerenza riduce l’ansia e aumenta la qualità dei dati.
7) Costi e spese: cosa ha senso tracciare per una creator musicale
Qui ti invito a una scelta gentile: non trasformare la tua vita in contabilità. Traccia solo ciò che è plausibilmente legato al lavoro e che puoi documentare.
Esempi tipici (da valutare caso per caso con chi ti segue):
- attrezzatura base (microfono, luci, cavalletto) se usata per produrre contenuti,
- software/abbonamenti di editing audio-video,
- elementi scenici o set essenziali (non “shopping generico”),
- eventuali servizi esterni (mix/master, montaggio).
Dato il tuo background artistico, può essere facile confondere “spese creative” e “spese personali”. Una regola semplice per ridurre dubbi: se lo compreresti comunque anche senza OnlyFans, trattalo come personale. Se invece esiste principalmente perché crei contenuti, allora ha più senso parlarne con il commercialista.
8) “E se guadagno poco?” Vale comunque la pena organizzarsi
Sì, perché l’organizzazione non serve solo per “chi fa milioni”. Serve a te quando:
- un mese va bene e quello dopo crolla,
- vuoi mettere da parte una quota per stare serena,
- vuoi chiedere un affitto, un finanziamento, o semplicemente capire se stai reggendo.
Un modo semplice (e molto calmante) è separare mentalmente ogni payout in tre vasetti:
- quota serenità (una percentuale che accantoni),
- quota produzione (reinvesti in contenuti),
- quota vita (spese quotidiane).
Non è una formula fissa: è un modo per ridurre la paura del “poi”.
9) Prepararti al confronto con un/una commercialista (senza sentirti giudicata)
Se ti pesa anche solo l’idea di “spiegare OnlyFans”, prova questa cornice neutra:
“Creo contenuti digitali su abbonamento. Ho entrate variabili. Vorrei gestirle in modo ordinato.”
Porta un pacchetto minimo, pulito:
- estratti conto con accrediti,
- elenco payout (se disponibile),
- tabella riassuntiva per mese,
- elenco spese essenziali con ricevute.
E se temi lo sguardo dell’altro, ricorda: il tuo obiettivo non è “convincere” nessuno. È tutelarti. Se non ti senti a tuo agio, puoi cambiare professionista. La serenità è parte del lavoro.
10) Esempio pratico (veloce): la tabella che ti salva la testa
Puoi farla in un foglio qualsiasi. Colonne:
- Data accredito
- Importo accreditato (EUR)
- Piattaforma (OnlyFans)
- Mese di competenza (se vuoi)
- Note (rimborsi, anomalie)
- Link interno/posizione documento (es. “Estratto conto gennaio, pag. 2”)
Obiettivo: 1 riga = 1 accredito. Fine.
Già così hai una base solida.
11) Errori comuni che vedo (e come evitarli con dolcezza)
- Aspettare “quando avrò energia”: l’energia non arriva, si costruisce con micro-azioni.
- Confondere lordo e netto: raccogli entrambi, poi deciderà chi ti segue come trattarli.
- Ignorare rimborsi/chargeback: annotali appena li vedi.
- Mescolare spese personali e lavoro: traccia solo ciò che puoi difendere con calma.
- Vergognarsi: la vergogna fa perdere denaro e lucidità. Tu meriti lucidità.
12) Un punto “strategico” (non solo fiscale): proteggere la tua identità creativa
Le notizie su celebrity e creator mostrano spesso un paradosso: l’entrata cresce, ma cresce anche la pressione. Per una musicista che condivide backstage, il confine è tutto: cosa resta tuo, cosa diventa contenuto, cosa ti fa bene.
Mettere ordine nei guadagni è anche mettere ordine nel perimetro:
- “Questi contenuti li faccio perché mi nutrono.”
- “Questi li faccio perché pagano.”
- “Questi non li faccio, punto.”
Quando il denaro è meno nebuloso, diventa più facile dire no senza paura.
13) Checklist finale (da copiare e incollare)
Entro questa settimana:
- Creo cartella “OnlyFans – 2026”
- Scarico/salvo report payout (se accessibile)
- Segno gli accrediti in tabella (almeno l’ultimo mese)
- Metto da parte ricevute spese essenziali (max 10 per iniziare)
- Scrivo 3 domande da fare al/alla commercialista
Se vuoi, in ottica crescita: quando la parte “ordine” è a posto, puoi reinvestire con più serenità anche nel marketing. E lì, se ti fa comodo, puoi sempre valutare di join the Top10Fans global marketing network—senza pressioni, solo come opzione.
📚 Approfondimenti consigliati
Se ti va di vedere come i media raccontano il lato “economia + confini personali” dei creator, ecco tre letture utili per contestualizzare:
🔸 Katie Price: guadagni stabili ma con un costo personale
🗞️ Fonte: International Business Times – 📅 2026-01-15
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🔸 Kerry Katona: ‘milioni’ su OnlyFans e gestione dei confini
🗞️ Fonte: Liverpool Echo – 📅 2026-01-15
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🔸 Mia Winward lascia OnlyFans e annuncia la gravidanza
🗞️ Fonte: Mail Online – 📅 2026-01-15
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